Sto facendo zapping tra un blog e l'altro e noto una sostanziale differenza con il mio. Chi usa il blog lo fa per lo più per dare una propria opinione sui fatti che accadono nella sua attualità e realtà. Io fin'ora non l'ho fatto. Ho preferito dare un impronta più leggera, più superficiale. Non mi spiego il perchè; probabilmente mi viene meglio non espormi su argomenti difficili, parlare di cose più "facili", perchè fondamentalmente sono riservato e in più credo che sia presuntuoso da parte mia pensare che ci sia qualcuno realmente interessato ai miei viaggi mentali. Ma forse non è l'atteggiamento giusto. Esplodere il proprio disgusto, manifestare il proprio rammarico, protestare per ingiustizie a cui si assiste, non deve spaventare: è un diritto (anche se ultimamente nel nostro paese "diritto" è diventata una parola a rischio...) ed è tanto liberatorio, ed anche se diventasse un "urlo nel vuoto", non voglio che si pensi che il Gibba abbia sempre la testa sotto terra come gli struzzi!
L'ho presa alla larga per non spaventare i miei affezionati "lettori" (il mio cane, mio nipote che è obbligato se vuole la paghetta e pochi altri...) sul diverso tono di questo post. Che è buio, come la situazione del paese in cui vivo. Parto dai fatti di Catania, ormai arcinoti. Come al solito si guarda alla colpa senza cercare i colpevoli. Si criminalizza il calcio senza guardare in faccia alla realtà, che è peggio della situazione meramente sportiva (che comunque è a pezzi!). L'aggressione di venerdì non ha quasi niente a che vedere con il calcio, perchè non è stata quella la causa, è stato solo il tramite con cui si è espresso un disagio sociale da parte di persone comunque "contro". Checchè se ne dica io nel '68 non c'ero, ma le rivolte dei centri sociali contro il sistema avevano gli stessi connotati di questi accadimenti. In questo paese c'è smania di protagonismo e in molti adesso cavalcano quest'onda di accanimento contro il calcio in sè. Ma se chiudono gli stadi, cosa si pensa, che gli aggressori non trovino altri spazi per protestare o nella peggiore delle ipotesi, di assalire???
Il problema vero è che sta crescendo il numero delle persone "contro" e non si sa bene "contro" cosa. Cresce il disagio contro uno Stato che non c'è, che è difficile da governare per mancanza di senso civico, figlio di 50 anni di lassismo, in cui si sono cancherizzate situazioni di privilegio che nessuno è disposto a perdere. Si manifesta "contro" anche per mancanza di valori positivi, che tra l'altro nessuno fra le grandi coalizioni fa notare e nessuno trasmette: pensano solo ad avere visibilità, occupare poltrone, offuscare i meritevoli e pensare a se stessi. Ed oltre alla confusione politica in cui ci troviamo, ci si mette anche la chiesa ad esprimere pareri "vincolanti", in un paese che la ospita tanto gentilmente: come mai la chiesa stessa non ha la medesima influenza nel resto d'Europa?
Non voglio essere pessimista, ma non vedo vie d'uscite ne a breve ne tantomeno a medio termine. Il problema è troppo diffuso e radicato per un singolo che voglia risolverlo, si cerca quindi di trovare un equilibrio all'interno della propria realtà, essere felici nel proprio piccolo mondo, mettendo la testa sotto la sabbia, come gli struzzi. Ma a volte la testa, anche se solo per sgranchirsi il collo, è giusto rialzarla!
"La mia vita è come un bicchiere: mezzo vuoto o mezzo pieno. Quando è pieno mi sento gonfio e quando è vuoto mi sento spento"
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3 commenti:
"La mia vita è come un bicchiere: mezzo vuoto o mezzo pieno. Quando è pieno mi sento gonfio e quando è vuoto mi sento spento"
Ma cosa hai mangiato??????
Mi preoccupi, daltra parte hai ragione il problema principale è l'Italia, adesso se ti rubano la macchina, devi chiedere alle iene per fartela ritrovare, è un'esempio stupido ma che penso rispecchi il nostro paese.
Purtroppo i poliziotti, non possono farsi rispettare e quindi è megli che negli stadi ci vadano gli stewart delle società, e penso che non basteranno, ma almeno se l'evento è della FIGC si devono prendere le loro responsabilità, e soprattutto basterebbe che SI ATTUASSERO LE LEGGI E SE LE CARCERI SONO PIENE...CHISSENE FREGA SE NE COSTRUISCONO DELLE NUOVE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' un verso di una nostra canzone...quando avevamo velleità artistiche..la mia preferita!
Bravo Gibba concordo con quello ke hai scritto eccetto per il paragone col '68; come poi nel '77 la rabbia contro la polizia c' era, ma era diverso lo scopo di partenza allora si arrivava allo scontro per altri motivi, e non è detto ke fossero i manifestanti e i facinorosi ad attaccare per primi...
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